Ferrari, ricette per il futuro

Ferrari, ricette per il futuro

Sui media italiani si continua ad analizzare il momento disastroso della Ferrari, terminata fuori dai punti in Belgio e destinata a soffrire molto anche nelle due gare italiane all’orizzonte, sulle piste di Monza e del Mugello.

 Brawn: “Ferrari, prestazione drammatica”

BUIO FERRARI, UNA CRISI LUNGA UN ANNO. DECLINO DI UNA MACCHINA NATA PER VINCERE

Non c’è pace dopo la tempesta. La Ferrari si interroga sul presente e sul futuro, e non vede una grossa differenza: in Belgio è arrivato uno schiaffone e a Monza ne è previsto un altro, perché i due circuiti hanno caratteristiche simili. Entrambi richiedono motore potente e aerodinamica efficiente. […] La storia comincia proprio a Spa-Francorchamps un anno fa. […] La macchina in rettilineo tocca punte di velocità che la Mercedes se le sogna. A Monza una settimana dopo arriva il bis. È evidente che dopo la pausa estiva la Ferrari è cresciuta. Il sospetto è che riesca a bruciare più benzina di quanto sia consentito, e così ad aumentare i cavalli. I rivali si insospettiscono, allertano la Fia e ottengono il risultato: dopo una serie di controlli in cui non trovano nulla di illegale, i tecnici della federazione decidono di applicare un doppio flussometro per il controllo del consumo istantaneo. Le prestazioni diminuiscono, ma il Cavallino conclude comunque la stagione con un podio. In fabbrica, però, scatta l’allarme. Gli ingegneri del telaio hanno progettato una macchina con molto carico aerodinamico per aumentare la velocità in curva, confidando in un motore potente per andare forte anche in rettilineo. Risultato: le prestazioni crollano. I test invernali confermano quanto a Maranello è già noto. Ma la situazione è destinata a peggiorare. Tra febbraio e marzo scoppia la pandemia. […] Soluzione: gli sviluppi tecnici sono congelati, nel 2021 ai correrà con le monoposto attuali e la rivoluzione tecnica viene rinviata al 2022. […] A Monza sarà abolito il cosiddetto «party mode» di Mercedes e Honda, una mappatura del motore che per pochi giri regala una manciata di cavalli in più. La Ferrari potrebbe recuperare un paio di decimi in qualifica che le consentirebbero di entrare nei primi dieci: niente di esaltante. Intanto gli avversari corrono. Mercedes si è alleata politicamente con la Renault, che di colpo ha recuperato. potenza e prestazioni. In cambio la casa francese ha ritirato l’appello contro Racing Point, accusata di aver copiato la Freccia d’argento del

  1. Rimane aperto il ricorso della Ferrari. Che rischia di tramutarsi in un’altra sconfitta.

Stefano Mancini, La Stampa

 Binotto e le responsabilità della (non) crisi

LA FERRARI ORA SPERA NEL «FATTORE ITALIA»

Dopo il passaggio della tempesta si contano i danni. Sono pesanti per la classifica e per il morale al punto che è la stessa Ferrari a rivolgersi ai tifosi: «Non è la prima volta che ci troviamo in difficoltà, ma ne siamo sempre usciti. Mai come ora, grazie di essere al nostro fianco».

Belle parole, ma servono risultati per rasserenare un ambiente scosso dall’uragano belga. Altre turbolenze attendono all’orizzonte: domenica c’è Monza, il Gp di casa, con i suoi rettilinei e i curvoni velocissimi. Una pista di potenza, e poi c’è il Mugello dove serve efficienza aerodinamica. […]

L’obiettivo era resistere, concludere in posizioni dignitose: a Spa è stato clamorosamente fallito, adesso bisogna proseguire salvando nave ed equipaggio. Difetti strutturali, errori di valutazione negli assetti e dati sbagliati hanno condotto al punto più basso. […] E qui veniamo a un tema fondamentale, il telaio. Binotto ha detto che l’anno scorso il motore ne mascherava i limiti, ma allora perché sulla monoposto 2020 (privata della cavalleria quando era già pronta) non hanno corretto i punti deboli?

Perché non ne sono stati capaci o per voler risparmiare su una stagione che doveva essere di transizione, prima che il Covid facesse slittare le nuove regole al 2022?

Al netto degli imprevisti non è stata una scelta lungimirante […]. E non rassicura che dietro ci sia più o meno lo stesso gruppo tecnico che sta lavorando sulle prossime monoposto. […] John Elkann parla poco in pubblico, ma inonda di messaggi Binotto. È convinto (o l’hanno convinto) che le idee sul futuro siano buone e che serva tempo per realizzarle; che una scuderia già scossa da troppi cambiamenti non abbia bisogno di altri reset. Più che a tagliare, in questo momento si pensa ai rinforzi: sarebbe stato stanziato un budget apposito per attirare cervelli. Ma bisogna anche creare le condizioni perché arrivino, in questi anni turbolenti di epurazioni e ristrutturazioni in parecchi, soprattutto stranieri, hanno detto di no.

Fra questi Andy Cowell, il papà del motore ibrido della Mercedes. […]. Adesso è di nuovo libero ed è probabile che il corteggiamento sia ripartito, ma in questa F1 iper-complessa non è il singolo nome a fare la differenza. Alla Ferrari servono nuovi metodi, idee, strumenti più avanzati per tornare al vertice. […]. Altrimenti sarà buio totale.

Daniele Dallera e Daniele Sparisci, Corriere della Sera

 Wolff e le scelte sbagliate della Ferrari

RIPORTARE I NUMERI 1 E ZITTIRE I FICCANASO

Bisognerebbe zittire Toto Wolff, grande capo della Mercedes, che ha invaso il box Ferrari con le sue maliziose riflessioni […]. Basterebbe non accontentarlo nei suoi desideri, perché lo hanno capito tutti, anche in Mercedes, che Wolff non vede l’ora di sbarcare a Maranello e vendicarsi di Mattia Binotto: come? Sostituendolo. Lo si lasci dov’è, fin dai tempi di Enzo Ferrari e poi quelli di Montezemolo i nemici venivano pesati come tali e lasciati lontani, per sempre, dalla squadra più sognata al mondo. […] qualche idea bisogna farsela venire. Per esempio sistemare la squadra tecnica che pensa e progetta la futura macchina, con tutti i limiti, regole e regolette di una F1 che vieta rivoluzioni per il

  1. Mattia Binotto, team manager della Ferrari, è nel mirino, un po’ se lo merita, perché è evidente che abbia commesso degli errori, lui stesso li ammette assumendone con coraggio peso e responsabilità. Ma sarebbe un errore rimuoverlo. Occorre assisterlo, sostenerlo, dargli mezzi e soldi per riportare l’eccellenza tecnica a Maranello. […] Buttiamo un occhio al passato: alle spalle e sopra Michael Schumacher c’erano Luca di Montezemolo-Jean TodtRoss Brawn-Stefano Domenicali: hanno passato periodi brutti anche loro, ma per competenza e qualità del lavoro erano dei numeri 1. E a Maranello vivevano i migliori tecnici al mondo. Quella Ferrari aveva teste e un’anima: solo così si può infastidire la Mercedes e far tacere i suoi ficcanaso.

Daniele Dallera, Corriere della Sera

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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