Ferrari, knockout tecnico

Ferrari, knockout tecnico

Il knockout tecnico nel pugilato è l’interruzione del match, decretata dall’arbitro, per motivi come la manifesta inferiorità, una ferita seria, e più atterramenti avvenuti nel corso di una stessa ripresa. La Ferrari si trova purtroppo in questa situazione: ferita e atterrata.

“Venerdì è stata provata una configurazione con ala anteriore scarica dimostratasi inefficace. Poi è stata scelta una versione più carica, quella già introdotta in Stiria, per qualifica e gara. Al retrotreno, l’ala con poca incidenza e profilo principale molto alto è stata abbinata alla T-wing a doppio profilo. Una scelta che evidenzia la carenza di carico generato dal corpo vettura. Il carico insufficiente ha reso impossibile centrare la finestra ideale delle temperature di esercizio degli pneumatici. Non è meno evidente il deficit di potenza della power unit in rettilineo nel diretto confronto con gli altri propulsori“. PAOLO FILISETTI, La Gazzetta dello Sport

“Un’ammissione di impotenza che mette i brividi. Dice Mattia Binotto: «Nessuno di noi può essere contento. Abbiamo cambiato l’assetto della vettura in tutti i modi e impostato i giri di lancio in modo da provare a scaldare prima le gomme, però non è servito». L’imprevedibilità della SF1000 è uno dei grandi misteri di questo 2020 disgraziato, e il rebus sfugge agli ingegneri di Maranello. Quante volte Leclerc e Vettel si sono lamentati di una vettura a tratti irriconoscibile? Era già successo che fossero eliminati al secondo turno delle qualifiche, ma stavolta è capitato addirittura in contemporanea. Bisogna risalire al GP di Gran Bretagna 2014, quando Alonso e Raikkonen restarono fuori dalla Q3 a causa di una svista strategica, per trovare un precedente analogo. E quella stagione si concluse con zero vittorie e il tonfo di Monza che pose fine alla presidenza Montezemolo. «I piloti non sentivano fiducia nel guidare. Ma qualcosa ci sfugge – continua Binotto – perché abbiamo la stessa macchina della scorsa gara eppure siamo più indietro rispetto ai nostri rivali diretti». Che nel frattempo non sono più la Mercedes o la Red Bull-Honda, ma Racing Point, Renault, McLaren e perfino Alpha Tauri. «Abbiamo cercato di fare qualcosa di diverso dagli altri, aumentando il carico aerodinamico per il settore centrale della pista, cosa che ci ha penalizzato in quelli più veloci. Però in gara dovrebbe consentirci di lottare con chi è davanti», aggiunge Binotto. Peccato che la Ferrari sia sembrata lenta ovunque“. LUIGI PERNA, La Gazzetta dello Sport

“La (Croce) Rossa è più lenta della clonata Racing Point, è più lenta della Renault, è più lenta della McLaren. È più lenta della ex Minardi. La cosa sconcertante, quasi da fantascienza, è che anche questi team, non esattamente di prima fascia, gara dopo gara portano qualcosa di nuovo, riescono a migliorare le prestazioni, insomma danno un senso al lavoro in officina. La Ferrari, niente. Ogni Gran Premio si trasforma in agonia. E ho già scritto che il realismo di chi comanda non può trasformarsi in un alibi per il presente. Una catastrofe tecnologica“. LEO TURRINI, Il Resto del Carlino

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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